Bocciate le misure messe in campo per salvaguardare l’arenile di Ostia. Dopo i danni riportati agli stabilimenti Federbalneari chiede a Zingaretti un passo indietro

Invertire la rotta sulle misure adottate contro l’erosione delle spiagge. E’ questa la richiesta che Federbalneari Lazio ha rivolto alla Regione. Lo aveva già fatto. Questa volta, ha deciso di formalizzarlo con una lettera aperta destinata a Nicola Zingaretti ed alla sua Giunta.

“Ad Ostia in questi giorni abbiamo visto, come previsto, il trasformarsi di una mareggiata di stagione, in un’arma letale per spiaggia e strutture sottoflutto” si legge nella lettera firmata da Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Lazio. Il numero uno dell’associazione di categoria, ha pochi dubbi sulle ragioni che hanno comportato quei danni.  “La causa” andrebbe infatti individuata  nella “spinta dei nuovi pennelli messi in acqua e progettati per proteggere unicamente due strutture a danno di noi tutti”.

No ai pennelli, sì all’abbattimento del lungomuro

Nella lettera trapela anche il timore che possa tornare in auge un progetto “archiviato nel 2014 a seguito della valutazione dei danni che avrebbe prodotto alle ultime spiagge di Levante” e che prevede la realizzazione di altri “otto pennelli”. Un’ opzione che Maurelli per Federbalneari“ sarebbe devastante per la costa”. “Non possiamo più pensare di andare incontro ad un mare che avanza con un muro di ipocrisie e cemento”, obietta l’associazione , che invece propone alla Regione di investire in “opere fondamentali per la rigenerazione della costa di Ostia” con un lungomare “degno della Capitale”, partendo dalla proposta di abbattere “il lungomuro”.

L’assenza di confronto

Nello stigmantizzare “la mancanza di dialogo con le categorie interessate, con i pescatori, con i balneari tutti e con gli ambientalisti” da parte della Regione, la lettera si conclude con una richiesta formale: “fermare immediatamente ogni ulteriore cantierizzazione che sta procurando danni irreversibili alla residuale costa sabbiosa ed ai fondali di Levante rilanciando l’urgenza di un confronto”.

L’intervento della Capitaneria di Porto

Il tema dell’erosione delle spiagge, è tornato ad essere un tema di dibattito dopo i danni che, le mareggiate dello scorso fine settimana, hanno causato ad alcuni stabilimenti. Danni che hanno portato la Capitaneria di Porto ad interdire, per ragioni di sicurezza, la navigazione, la pesca e l’immersione nel tratto di mare antistante il civico 40 di lungomare Vespucci. Ed al tempo stesso ha comportato la chiusura del relativo tratto di spiaggia, che non può essere attraversato neppure per farvi una passeggiata.

La contrapposizione politica

Le conseguenze delle mareggiate, poi, hanno alimentato una contrapposizione a distanza tra la Lega e la maggioranza in Regione. La prima, con la consigliera municipale Monica Picca e poi anche con la consigliera regionale Laura Corrotti, hanno puntato l’indice contro le misure messe in campo ad Ostia dall’ente governato da Zingaretti. La Regione, da parte sua, ha replicato ricordando gli importanti investimenti economici di cui, la costa della Capitale, ha beneficiato, dettagliando gli interventi in corso o in via di realizzazione. Restano però le immagini delle cabine sradicate e dei muri crollati per l’azione erosiva del mare. Un tema che non lascia indifferenti gli operatori del settore e neppure i tanti romani che hanno a cuore le spiagge di Ostia.

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